FORMAZIONE-4.0

Formazione 4.0: il potenziale per imprenditorialità e innovazione

«L’allargamento delle possibilità di accesso a una formazione di qualità ha un potenziale immenso per imprenditorialità e innovazione». Lo afferma la ricerca “Education and Innovation”, pubblicata da uno dei più autorevoli think tanks statunitensi, il National Bureau of Economic Research (NBER). A favore delle imprese consapevoli dell’importanza di valorizzare il proprio capitale umano ai fini della crescita, il MISE rafforza i contributi per la Formazione 4.0.

Formazione, le ricadute positive sull’intero sistema economico

Edito nel marzo del 2021 dal National Bureau of Economic Research, che annovera tra i suoi membri ben 18 premi Nobel per l’economia, lo studio Education and Innovation sottolinea che gli investimenti nell’istruzione, “creando” capitale umano, non solo avvantaggiano i destinatari originari procurando loro salari più alti (vedi Schoellmann, 2012), ma incoraggiano la crescita dell’intera economia e del paese (vedi Hanushek e Woessmann, 2008);

Formazione e innovazione: un legame indissolubile

«La formazione, da sola, probabilmente non può fare di qualcuno un grande innovatore», precisa la ricerca a firma NBER. Tuttavia, una buona istruzione, sviluppando abilità cognitive e non cognitive, e aumentando la produttività, è indispensabile per avvicinare potenziali innovatori alla «frontiera della conoscenza».

Viceversa, l’innovazione tecnologica può influenzare direttamente l’istruzione, riducendone i costi, migliorandone la qualità e l’efficienza.

Fondamentale l’intervento pubblico

Le imprese italiane più illuminate, consce dell’importanza di valorizzare il proprio capitale umano e di seguire il percorso segnato dalla transizione digitale per aumentare la loro competitività, non possono che puntare su due elementi chiave: formazione delle competenze e investimenti.

Tuttavia, a corollario della forte evidenza che lega il capitale umano alla crescita economica, la ricerca NBER mette in luce un altro fattore: «poiché le aziende ​​non beneficiano concretamente dei frutti dell’istruzione, ma solo empiricamente, è probabile che gli investimenti privati ​​nella formazione tendano a essere trascurati. Sono perciò sempre più cruciali gli investimenti pubblici in questo ambito».

Lo stato premia la volontà di formare per innovare

 Strumento prezioso per lo sviluppo del tessuto economico e produttivo nazionale, il credito d’imposta Formazione 4.0 è volto a sostenere le imprese nel processo di trasformazione tecnologica e digitale, creando o consolidando le competenze del personale nelle tecnologie abilitanti necessarie a realizzare il paradigma 4.0.

Con il decreto Aiuti pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 17 maggio e convertito in legge lo scorso 15 luglio, alla misura agevolativa sono state apportate importanti novità: sono state aumentate le aliquote del credito per le piccole e medie imprese e sono state introdotte delle variabili specifiche per rendere l’accesso alla misura più sicuro e performante.

Decreto Aiuti: le nuove aliquote per l’anno in corso

Con riferimento ai progetti di formazione avviati successivamente alla data di entrata in vigore del decreto, il 18 maggio 2022, il credito d’imposta Formazione 4.0 è riconosciuto in misura del:

  • 70% (invece che 50%) delle spese per le piccole imprese (massimo annuale di 300 mila euro);
  • 50% (invece che 40%) delle spese per le medie imprese (massimo annuale di 250 mila euro);
  • 30% delle spese per le grandi imprese (massimo annuale di 250 mila euro).

Le aliquote sopra riportate sono valide a condizione che le attività formative diano luogo a risultati certificati e siano erogate dai soggetti individuati dal MISE.

Le due condizioni per l’accesso al credito maggiorato

  • individuazione dei soggetti formatori;
  • certificazione dei risultati della formazione 4.0.

Per evitare la regressione dell’aliquota è necessario che i soggetti qualificati a erogare formazione in materia 4.0 siano:

  • soggetti accreditati per lo svolgimento di attività di formazione finanziata presso la Regione o Provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa;
  • università, pubbliche o private o a strutture ad esse collegate;
  • soggetti incaricati presso i fondi interprofessionali secondo il regolamento CE 68/01 della Commissione del 12 gennaio 2001;
  • soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla norma Uni En ISO 9001:2000 settore EA 37;
  • Istituti tecnici superiori.

A questi, il decreto attuativo aggiunge:

Altra condizione prevista per fruire delle aliquote maggiorate è la corretta implementazione della procedura di certificazione:

  • test preliminare per certificare le competenze iniziali dei lavoratori, sia di base che specifiche, attraverso un questionario standardizzato che sarà erogato utilizzando un’apposita piattaforma informatica. I risultati del test consentiranno al soggetto formatore di determinare il contenuto e la durata delle attività di base e specifiche del progetto più adeguate alla singola impresa e ai destinatari, applicando i moduli e i sotto moduli relativi alle diverse tecnologie abilitanti;
  • durata complessiva delle attività formative (che potranno essere svolte anche in modalità e-learning, previo controllo dell’effettiva e continuativa partecipazione del personale dipendente) non inferiore a 24 ore;
  • test finale, con rilascio di un attestato che certifichi l’acquisizione o il consolidamento delle competenze nelle tecnologie oggetto del corso di formazione.

Per le attività formative che non soddisfino le condizioni previste, le misure del credito d’imposta sono diminuite al 40% per le piccole imprese e al 35% per le medie imprese.

La misura del credito d’imposta sale per tutte le imprese, fermi restando i limiti massimi annuali, al 60% nel caso in cui i destinatari della formazione ammissibile rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati.

Misure per la formazione, un’opportunità per le imprese

«Riconfermate al momento solo fino alla fine del 2022, le misure che incentivano la formazione rappresentano un’appetibile opportunità per le imprese che riconoscono nella qualità un valore imprescindibile, orientate a una crescita stabile e duratura», commenta Jessica Gaigher, fondatrice di Agevola Group. «Il mero investimento nel macchinario 4.0, di per sé, è solo un punto di partenza; ciò che davvero lo fa fruttare sono le competenze del personale impiegato nel suo utilizzo. È assolutamente auspicabile che il contributo statale in favore della formazione 4.0 rimanga disponibile nei prossimi anni, procedendo di pari passo con l’ambizioso progetto definito dal piano Industria 4.0. Non per automatizzare e penalizzare l’occupazione, sia chiaro; al contrario, per qualificare la forza lavoro e, addirittura, aumentarne le possibilità d’impiego».

Il team di Agevola è a disposizione per fornire informazioni, assistenza e una consulenza mirata in merito alle opportunità d’incentivazione alla formazione 4.0. Un partner affidabile, dalla presentazione della domanda fino all’eventuale richiesta di attività ispettiva; un punto di riferimento per essere sempre aggiornato e supportato al meglio in ogni investimento.

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Jessica Gaigher/ The Founder

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