Agevola Imprese

Riforma incentivi
05 Dicembre 2025

Codice degli incentivi, via libera definitivo

Dal 1° gennaio 2026 parte la riforma che cambia il rapporto tra stato e imprese

Approvato in via definitiva il nuovo Codice degli incentivi: dal 2026 arriva una disciplina unica per programmazione, gestione, trasparenza e monitoraggio delle agevolazioni. Piattaforme digitali integrate, bando-tipo, tavolo permanente Stato-Regioni e criteri uniformi per controlli, revoche e valutazioni ex ante ed ex post. L’intervento è il primo passo per riorganizzare un panorama in cui convivono oltre duemila misure nazionali, regionali e locali, ciascuna con regole proprie, modulistiche diverse e modalità di accesso non sempre trasparenti. La versione finale del Codice accoglie molte osservazioni del Parlamento, introducendo un linguaggio e una struttura unificata per il sistema degli aiuti alle imprese e ai professionisti; esclusi dal perimetro gli incentivi fiscali automatici.

Dal 1° gennaio 2026 parte la riforma che cambia il rapporto tra stato e imprese

Raccolti i pareri favorevoli, con osservazioni, espressi alla Camera, il Consiglio dei ministri del 20 novembre 2025 ha approvato in via definitiva il Codice degli incentivi, il decreto legislativo che dà attuazione alla legge delega del 2023 e avvia per la prima volta una riforma organica dell’intero sistema agevolativo italiano.
Il testo, costruito a valle di un ampio confronto con Parlamento, Regioni, Consiglio di Stato e amministrazioni competenti, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026.

«Mettiamo ordine a un sistema frammentato», ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, presentando una riorganizzazione attesa da anni e sostenuta dalla Commissione europea nell’ambito del PNRR.

Digitalizzazione e interoperabilità: nasce il Sistema Incentivi Italia

Uno dei punti cardine del nuovo Codice è la centralità degli strumenti digitali. La piattaforma Incentivi.gov.it e il Registro nazionale degli aiuti di Stato diventano il nucleo del nuovo Sistema incentivi Italia: un ecosistema unico per gestire e interconnettere bandi, procedure, controlli e flussi informativi.

Il Parlamento ha richiesto, con tempi certi per la necessaria adozione dei protocolli tecnici, maggiore interoperabilità anche con la Piattaforma Unica della Trasparenza Amministrativa. L’obiettivo è arrivare a un solo sportello digitale di riferimento per imprese, professionisti e amministrazioni.

Semplificazione con il bando-tipo

A questa infrastruttura digitale si affianca il bando-tipo che, determinando criteri chiari e omogenei per ammissibilità, istruttoria, premialità e controlli, diventerà la matrice comune di tutti gli avvisi pubblici. La Camera ha insistito affinché venga approvato rapidamente, insieme a un glossario nazionale. Sollecitate anche clausole di salvaguardia per comparti produttivi con caratteristiche peculiari e tutela delle imprese con cantieri o siti produttivi temporanei, evitando penalizzazioni nella verifica dei requisiti. La richiesta si è estesa anche a una mitigazione della severità in fatto di delocalizzazione che caratterizzava le precedenti versioni del Codice, a una maggiore certezza dei tempi per concessione ed erogazione delle agevolazioni e alla previsione di norme più dettagliate sulle cause di esclusione, con richieste di allineamento al Codice dei contratti pubblici, in particolare per i requisiti penali, contributivi e fiscali. Tra i punti richiesti dal Parlamento anche una disciplina circoscritta in tema di cumulabilità e una delimitazione precisa delle deroghe al bando-tipo, da ammettere solo in caso di oggettiva incompatibilità.

Programmazione strategica e Tavolo permanente degli incentivi

Il Codice definisce un sistema di programmazione pluriennale degli incentivi, con un modello di “Programma degli incentivi” che guiderà la progettazione delle misure.
Su richiesta delle Commissioni parlamentari, viene rafforzato il coinvolgimento delle Regioni, delle Province autonome e delle associazioni imprenditoriali.

Nasce anche per questo il Tavolo permanente degli incentivi, pensato come luogo stabile di coordinamento tra Stato e autonomie territoriali. È previsto l’ampliamento della partecipazione ad altri ministeri, incluso quello dell’Agricoltura.

Cosa resta fuori: il capitolo delle agevolazioni fiscali e contributive

Una sezione significativa di agevolazioni resta, in buona parte, fuori dal perimetro del Codice. Si tratta degli incentivi fiscali e contributivi, che continueranno a seguire regole proprie. È il caso, ad esempio, dei programmi Transizione 4.0 e Transizione 5.0, oggi erogati tramite crediti d’imposta. Queste misure manterrebbero la propria indipendenza nell’ambito del Codice anche nel 2026, quando potrebbero essere riproposte nella forma dell’iperammortamento.

Lo stesso vale per gli obblighi accessori previsti per gli incentivi amministrativi: per i crediti d’imposta e ammortamenti maggiorati, come appunto quelli 4.0 e 5.0, non sembra essere richiesto, salvo novità future, nemmeno l’obbligo della polizza catastrofale, che, invece, resta fermo per altri strumenti a bando.

L’ingresso stabile degli autonomi

Un’altra novità che avrà effetti concreti riguarda l’inclusione ordinaria, e non più episodica, dei lavoratori autonomi e dei professionisti nel sistema degli incentivi. Oggi la loro possibilità di partecipare ai bandi dipende spesso da interpretazioni ministeriali o regionali e non sempre è garantita. Il Codice, invece, include i professionisti (considerati alla stregua di microimprese) in modo stabile e strutturato nella “riserva” pari al 60% delle risorse che ogni bando dovrà dedicare alle PMI.

Non spariscono click day e comunicazioni preventive

Nonostante le osservazioni della X Commissione, permarrà la possibilità, in casi particolari, di ricorrere ancora al click day, criticatissima modalità di assegnazione delle risorse che premia la mera velocità nella presentazione della domanda invece che il merito.

Per quanto riguarda i meccanismi di comunicazione obbligatoria preventiva per i crediti d’imposta che non prevedono istruttoria, anche in questo caso le Camere avevano sollevato dubbi, ritenendo che tali adempimenti potessero appesantire l’utilizzo degli incentivi automatici. Nonostante ciò, la disciplina che impone una comunicazione preliminare, già prevista per molte misure attuali, resta intatta, coerentemente con la previsione, nel Codice, di un sistema organico di valutazione dell’efficacia delle misure attraverso indicatori di performance e monitoraggi periodici.

Verso il 2026: la prova di maturità del nuovo sistema

La vera sfida deve ancora arrivare, con la necessità di adottare i decreti attuativi che dovranno definire concretamente il bando-tipo, le modalità di interoperabilità delle piattaforme, i criteri di valutazione e il funzionamento del nuovo monitoraggio. Sarà in questa fase che imprese, professionisti e amministrazioni potranno realmente misurare la portata della riforma.

Il 2026 svelerà dunque la reale efficacia del Codice, in funzione della sua effettiva capacità di tradurre la norma in procedure semplici, tempi certi e controlli proporzionati. Se questo accadrà, potrà essere finalmente superato un modello dispersivo e ridondante, restituendo alle imprese un sistema più organico, digitale e meritocratico, più coerente e orientato allo sviluppo.

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  1. Sono Massimo Ferrari, un imprenditore farmaceutico provincia di Pavia è fantastico questa notizia del 1 gennaio che esce questa leggi importantissima per l’imprenditore gradirei essere contattato per valutare la possibilità di aderire