Agevola Imprese

Nuovo Piano Transizione 5.0
19 Giugno 2026

Nuovo Piano Transizione 5.0, si decolla

La mappa per un viaggio senza turbolenze fino al modello Redditi 2027

Dal 12 giugno 2026 è possibile inviare le comunicazioni preventive sulla piattaforma NPTR5 del GSE, primo passaggio della procedura prevista dal Nuovo Piano Transizione 5.0. Ma si tratta soltanto del punto di ingresso in un percorso che richiede programmazione tecnica, contrattuale e documentale. Le sezioni telematiche dedicate alla conferma degli investimenti e al completamento non sono ancora operative: saranno attivate con successivi provvedimenti. Ad oggi, il rischio non è perdere la finestra per la comunicazione preventiva, ma arrivare impreparati alle fasi successive, compromettendo tempistiche e piena valorizzazione dell’investimento. Chi punta a beneficiare della maggiorazione già nel Modello Redditi 2027 ha davanti a sé mesi decisivi: è il momento di costruire il cronoporogramma, non soltanto di “prenotare”.

Dal 12 giugno le imprese possono trasmettere le comunicazioni preventive sulla piattaforma NPTR5, accessibile dall’Area Clienti GSE tramite SPID (obbligatorio per firma e invio), per accedere all’atteso Nuovo Piano Transizione 5.0 (iperammortamento 2026-2028).
La procedura consente di inserire a sistema investimenti già effettuati dal 1° gennaio 2026, in corso di realizzazione o ancora da avviare, purché programmati con consegna (o data di fine lavori per gli impianti FER) entro il 30 settembre 2028. Non è necessario aver già inviato l’ordine.
Le sezioni relative alla conferma degli investimenti, alla comunicazione di completamento e alle comunicazioni periodiche non sono però ancora attive: saranno abilitate con successivi decreti direttoriali del Mimit. Al momento nessuna impresa può procedere oltre la fase preliminare. Ragione in più per non limitarsi a compilare la preventiva, ma utilizzare il tempo disponibile per costruire il percorso che consentirà di arrivare senza criticità alle fasi successive.

Inviare la preventiva sapendo già cosa accadrà entro 60 giorni

Una volta ottenuto l’esito positivo della comunicazione preventiva (il GSE dispone di 10 giorni lavorativi per rispondere), l’impresa ha 60 giorni per trasmettere la comunicazione di conferma. Questa seconda fase richiede di dimostrare un impegno concreto: in caso di acquisti diretti, il pagamento di acconti pari ad almeno il 20% del costo di ciascun bene prenotato; in caso di leasing, la stipula dei contratti e la sottoscrizione degli ordini da parte delle società concedenti.
Un vincolo da tenere a mente: la comunicazione di conferma non può riguardare un sottoinsieme dei beni inseriti nella preventiva. Chi non è in grado di confermare tutti i beni prenotati dovrà rinunciare a quelli non confermati, che decadranno ed eventualmente potranno essere oggetto di un nuovo iter.
La piattaforma per la conferma non è ancora disponibile, ma il termine dei 60 giorni decorrerà comunque dalla ricevuta di esito positivo. Chi sta programmando investimenti nel secondo semestre 2026 dovrebbe già verificare tempistica dei contratti, disponibilità finanziaria per gli acconti e modalità di acquisizione, tenendo presente che gli scaglioni di maggiorazione si rigenerano per ciascun anno di effettuazione. Attendere l’apertura della seconda fase per organizzarsi è un rischio che non vale la pena correre.

Strutturare bene le comunicazioni: preventiva unica o preventive separate

È possibile inserire più beni in un’unica comunicazione preventiva riferita alla stessa struttura produttiva: a ciascuna corrisponderà una sola comunicazione di conferma. La comunicazione di completamento è invece più flessibile, potendo essere unica o suddivisa per sottoinsiemi di beni in funzione dei tempi di ciascun cespite, senza bloccare la spettanza del beneficio sui beni già pronti in attesa degli altri.
Se i beni hanno tempistiche molto diverse tra loro, preventive separate offrono maggiore libertà gestionale; se la logica è unitaria e i tempi sono allineati, l’aggregazione semplifica la procedura. In ogni caso, dopo la prenotazione non è possibile aggiungere beni né aumentare i valori dichiarati: servirebbe una nuova preventiva autonoma.

Interconnessione e completamento: dove si annidano i ritardi più costosi

Per beneficiare della maggiorazione già nel Modello Redditi 2027, completamento dell’investimento, entrata in funzione e interconnessione devono avvenire entro il 31 dicembre 2026. La regola è semplice: la spettanza matura nel periodo d’imposta in cui si verifica l’ultimo tra la trasmissione della comunicazione di completamento e l’entrata in funzione del bene. Se uno dei due eventi slitta al 2027, slitta con esso la possibilità di inserire la maggiorazione nella dichiarazione 2027.
Oltre a una corretta calendarizzazione dei momenti di consegna del bene e di entrata in funzione, è necessario per le imprese stimare sin da subito i tempi necessari per completarne l’interconnessione ai sistemi aziendali. Un bene consegnato, messo in funzione e con ammortamento ordinario già avviato nel 2026 ma interconnesso soltanto nel 2027 non potrà essere oggetto di comunicazione di completamento prima di quell’anno, con conseguente slittamento della spettanza. Il decreto attuativo non chiarisce se e come recuperare la quota sulle annualità residue: in attesa di chiarimenti ufficiali, documentazione tecnica e contabile del 2026 andranno comunque concepite sin dall’inizio in modo da non precludere questa possibilità.

Prima ancora della piattaforma: verificare l’ammissibilità tecnica

La vera novità del Nuovo Piano Transizione 5.0 non è tanto la procedura operativa, quanto l’obbligatorietà della perizia tecnica asseverata (di cui si deve disporre in sede di comunicazione di completamento) per tutti gli investimenti, indipendentemente dal valore o dalla tipologia del bene, sia strumentale sia destinato all’autoproduzione di energia da fonte rinnovabile.
Molte imprese, in passato, possono aver dato per scontata l’ammissibilità “4.0” di alcuni cespiti, scoprendo criticità soltanto in fase di perizia. Ora è necessario verificare subito la riconducibilità del bene agli Allegati IV o V della legge 199/2025, individuare la corretta categoria secondo le Tabelle Decodifica GSE, accertarsi che l’interconnessione sia tecnicamente conseguibile e stimarne con realismo la data. Per gli impianti FER andranno raccolti in anticipo i dati su consumi dell’esercizio precedente, sui previsti autoconsumo e autoproduzione; per il fotovoltaico saranno selezionabili in piattaforma solo i moduli iscritti al registro ENEA alle lettere b) e c).
Inserire dati coerenti fin dalla preventiva, compresi quelli sul coefficiente di ammortamento dei beni da agevolare oltre che sulle stime di completamento, significa porre basi salde per le fasi successive, evitando rettifiche che potrebbero rallentare l’iter e dare luogo a un ritardo nella fruizione anche di un anno.

Ingegnere e revisore: da coinvolgere subito, non a progetto concluso

Nel Nuovo Piano Transizione 5.0, la perizia tecnica asseverata non è un adempimento da affrontare a bene già installato: la figura di riferimento (ingegnere iscritto all’albo, con adeguata copertura assicurativa), va individuata nella fase di progettazione e coinvolta nella definizione delle specifiche tecniche, non solo per l’interconnessione. Una pianificazione coordinata tra responsabili IT, fornitori e periti renderà il processo più solido in fase di completamento.
Anche l’onere della certificazione contabile, obbligatoria pure per le imprese non soggette per legge a revisione dei conti, va preventivato con anticipo: serve a chiudere la pratica attestando l’effettivo sostenimento delle spese e la loro corrispondenza alla documentazione contabile. Va richiesta al proprio revisore legale o, in assenza, a un revisore iscritto nella sezione A del registro ex D.Lgs. 39/2010. Né la perizia né la certificazione rientrano tra le spese agevolabili, e la loro assenza è causa espressa di inammissibilità al beneficio: anche la loro previsione nel budget dell’investimento va considerata in fase progettuale.

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