Il settore estrattivo guarda con aspettativa all’evoluzione dell’articolo 94 del Ddl Bilancio 2026, che reintroduce meccanismi di ammortamento maggiorato per gli investimenti in beni strumentali, prevedendo versioni potenziate per i progetti che migliorano l’efficienza energetica. Superando molte delle difficoltà incontrate nel 2025 con i piani Transizione 4.0 e 5.0, tra vincoli DNSH, ritardi nelle consegne dei macchinari e incertezze sulle risorse disponibili, la misura amplia la platea dei beni agevolabili, includendo, stand alone, software e impianti fotovoltaici ad alta efficienza prodotti in Europa. Vantaggi fiscali fino al 94,6% del costo del bene per le imprese soggette a IRPEF e possibilità di utilizzo in leasing rendono l’incentivo particolarmente adatto a cave e impianti di produzione inerti impegnati in un percorso di digitalizzazione e sostenibilità. Procedure più snelle, meno vincoli “green” e iter più rapido completano un quadro di forte interesse per gli investimenti programmati nel biennio 2026–2027.
Qui un indice degli argomenti:
- L’articolo 94 rilancia gli investimenti 4.0 e 5.0
- Un comparto in trasformazione: tra vincoli 5.0 e difficoltà di approvvigionamento
- Articolo 94: il ritorno dell’iperammortamento (versione 4.0 + 5.0)
- Maggiorazioni previste
- Software e fotovoltaico stand alone: un ampliamento indovinato per cave e inerti
- Efficienza energetica: il regime “potenziato” fino a +220%
- Maggiorazioni potenziate
- Meno vincoli “green” e iter più semplice, un cambio di passo atteso
- Leasing, perché nel settore estrattivo rende ancora di più
- Una misura ideale per gli investimenti 2026–2027 del comparto estrattivo
- Commenti
L’articolo 94 rilancia gli investimenti 4.0 e 5.0
La lavorazione della Manovra 2026 prosegue, così come il confronto sul nucleo della futura agevolazione per investimenti in beni strumentali: l’articolo 94 del disegno di Legge di bilancio.
Nel florilegio di emendamenti al suo testo, un paio sono stati riformulati in Commissione Bilancio del Senato martedì 25 novembre: quelli presentati dai senatori Patuanelli, Pirro e Damante, favorevoli al ripristino del credito d’imposta “Transizione 4.0” al posto delle deduzioni maggiorate, e quello del senatore Paroli, che tiene fermo il sistema dell’iperammortamento ma punta ad aggiornare gli allegati A e B, introducendo maggiorazioni più elevate per i beni prodotti nell’Unione Europea.
D’altra parte, l’iter parlamentare è appena all’inizio e l’articolo 94 resta suscettibile di modifiche anche sostanziali. Alcuni comparti produttivi seguono questa evoluzione normativa con interesse particolare: tra questi, il settore delle cave e degli inerti, che negli ultimi mesi ha dovuto affrontare non poche difficoltà nell’accesso ai precedenti regimi agevolativi.
Un comparto in trasformazione: tra vincoli 5.0 e difficoltà di approvvigionamento
L’industria estrattiva vive da anni un percorso di modernizzazione ispirato alle logiche della smart factory: automazione degli impianti, remotizzazione dei controlli, digitalizzazione dei processi di frantumazione, classificazione e trattamento dei materiali. Eppure, nel 2025 molte imprese non hanno potuto sfruttare appieno le agevolazioni previste dai Piano 4.0 e, soprattutto, dalla più vantaggiosa Transizione 5.0.
A influire sono stati fattori differenti: dai tempi lunghi nelle consegne dei macchinari, ai vincoli stringenti del principio DNSH, fino all’esaurimento delle risorse disponibili. Molte aziende hanno vissuto i crediti d’imposta 4.0 come ripiego degli inarrivabili 5.0. E la prospettiva della chiusura definitiva di queste agevolazioni al 31 dicembre 2025 aveva suscitato ulteriore apprensione nel comparto.
A riaccendere una scintilla mai del tutto spenta è stata però la bozza della Legge di bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre, in cui si delinea il ritorno di un meccanismo familiare: l’ammortamento maggiorato della Nuova Transizione 5.0.
Articolo 94: il ritorno dell’iperammortamento (versione 4.0 + 5.0)
La nuova agevolazione prevista dall’articolo 94 introduce una “maggiorazione dell’ammortamento” per gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali “effettuati” nel 2026, con possibile completamento entro il 30 giugno 2027 in presenza di ordine e acconto del 20% versato entro fine 2026.
Si tratta di un ritorno al già noto meccanismo dell’iperammortamento, ma con intensità più elevata rispetto al passato e, in molti casi, più conveniente degli attuali crediti d’imposta, soprattutto per le imprese soggette a IRPEF.
Maggiorazioni previste

Per il mondo estrattivo, che necessita di investimenti importanti in impianti per carico e scarico, movimentazione, vagliatura, frantumazione, trattamento limi, lavaggio e riciclo, si tratta di un incentivo particolarmente adatto: un vantaggio stabile nel tempo, più prevedibile rispetto ai crediti d’imposta e meno soggetto a criteri di valutazione complessi.
Software e fotovoltaico stand alone: un ampliamento indovinato per cave e inerti
Una delle novità più rilevanti per il comparto estrattivo è l’inclusione, in questa fase provvisoria del Ddl, dei beni immateriali dell’Allegato B e dei software stand alone.
Oggi le cave investono sempre più in sistemi gestionali avanzati: monitoraggio del carburante dei mezzi, automazione delle macchine operatrici, ottimizzazione dei cicli di frantumazione, telecontrollo degli impianti. Il ritorno della possibilità di agevolare software autonomi (non necessariamente collegati a beni materiali) rappresenta quindi un’opportunità preziosa.
Altro fronte strategico è quello energetico: molte cave italiane stanno diventando veri e propri casi studio di produzione carbon free, grazie a impianti fotovoltaici che coprono, su base annua, l’intero fabbisogno energetico dell’attività. L’articolo 94 consente di agevolare impianti fotovoltaici stand alone e sistemi di accumulo, purché prodotti in Europa e ad alta efficienza, senza bisogno di farli “trainare” come nel vecchio schema 5.0.
Efficienza energetica: il regime “potenziato” fino a +220%
La bozza della Nuova Transizione 5.0 prevede un regime rafforzato per gli investimenti che migliorano l’efficienza energetica della struttura produttiva di almeno il 3% o dei processi di almeno il 5%.
Un obiettivo ampiamente alla portata di molti impianti estrattivi, che già lavorano ad ampio raggio su ottimizzazione dei consumi, riduzione sprechi energetici, gestione delle acque, recupero dei rifiuti e automazione per l’efficientamento.
Maggiorazioni potenziate

Per le cave potrebbe quindi presto aprirsi una doppia opportunità: digitalizzazione (versione 4.0) ed efficientamento energetico (versione 5.0), attraverso vantaggi cumulabili con altri incentivi, come la Nuova Sabatini.
Meno vincoli “green” e iter più semplice, un cambio di passo atteso
Uno dei limiti imposti dalla precedente Transizione 5.0 era il rispetto del principio DNSH europeo, che aveva rallentato molti investimenti nel settore estrattivo. La nuova versione prevista dalla bozza del Ddl Bilancio lo elimina, prevedendo però tre essenziali requisiti d’accesso:
- certificazione di riduzione dei consumi energetici ≥3% (struttura produttiva) o ≥5% (processo produttivo) per accedere al regime potenziato;
- rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro;
- corretto versamento di contributi previdenziali e assistenziali.
Il risultato è un incentivo più accessibile, con un iter istruttorio stimato in tempi ridotti del 60% rispetto al vecchio 5.0, minori costi di compliance e nessun rischio di revoca legato agli standard ambientali europei. Sarebbero ancora necessarie solo le comunicazioni al GSE, anche se da più fronti viene proposto di alleggerirle.
Leasing, perché nel settore estrattivo rende ancora di più
Molti investimenti “tipici” della filiera estrattiva (escavatori, pale gommate, frantoi primari e secondari, impianti di trattamento) sono già tradizionalmente acquistati tramite leasing. Con l’articolo 94, questo strumento diventa ancora più conveniente, permettendo di:
- dedurre i canoni già comprensivi della maggiorazione (+180% o +220%);
- evitare esborsi iniziali gravosi e preservare liquidità;
- mantenere i beni fuori dallo stato patrimoniale, migliorando gli indici e, di conseguenza, il rating creditizio.
In un settore ad alta intensità di capitale, la combinazione leasing e ammortamento maggiorato rappresenta uno dei driver più efficaci per programmare investimenti 2026–2027 senza appesantire la struttura finanziaria.
Una misura ideale per gli investimenti 2026–2027 del comparto estrattivo
La Nuova Transizione 5.0, così come ad oggi proposta dall’articolo 94, appare particolarmente appetibile per:
- investimenti fino a 2,5 milioni di euro, per cui il beneficio è massimo;
- progetti con miglioramento energetico certificabile;
- acquisto di software stand alone;
- impianti a fonti rinnovabili e sistemi di accumulo stand alone;
- imprese con redditività stabile e senza perdite fiscali (che possono quindi sfruttare pienamente la deduzione).
Per le cave e gli impianti di produzione inerti, il nuovo incentivo potrebbe rappresentare la vera leva di sviluppo dei prossimi anni, combinando sostenibilità, innovazione digitale e vantaggi fiscali significativi.