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Nuova Sabatini
06 Febbraio 2026

Fattura Nuova Sabatini da correggere? Ecco come fare

Dal 2026 nuova modalità di intervento sul CUP

Capace di compromettere l’accesso al beneficio Nuova Sabatini, l’omissione (o l’indicazione errata) del codice CUP nelle fatture elettroniche ha rappresentato a lungo una criticità complicata da sanare, richiedendo complesse procedure di rettifica. Già attivo a partire dal 27 gennaio 2026, un nuovo servizio messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate semplifica ora le operazioni di correzione. La funzione online recentemente introdotta consente di integrare a sistema il codice CUP associato a documenti di spesa relativi a beni e servizi agevolati. L’intervento ha così effetto direttamente “a valle”, riducendo il ricorso alle precedenti modalità di rettifica tramite note di credito o documenti TD20. Il nuovo strumento garantisce conformità agli obblighi di tracciabilità in modo facile e rapido.

Tra le regole d’oro da osservare per non rischiare di compromettere il corretto accesso al contributo Nuova Sabatini, la troviamo da sempre in top ten: «la fattura deve parlare chiaro».
Ogni fattura (acconto e saldo) relativa al bene agevolato deve contenere il CUP di 12 cifre assegnato all’istanza, che il fornitore deve inserire nell’apposito campo del documento, e la dicitura: “art. 2, c. 4, D.L. n. 69/2013”.
Senza questi elementi, i documenti di spesa risultano non conformi e possono compromettere l’accesso al contributo, se non regolarizzati.

Fattura: rettifica “tradizionale”

Diversamente dalle procedure di rettifica previste, ad esempio, per i documenti di spesa legati a investimenti in beni strumentali sprovvisti dei corretti riferimenti alle specifiche norme del credito d’imposta 4.0, quelle di integrazione del codice CUP Nuova Sabatini errato o mancante comportavano un maggiore grado di complessità.

Infatti, mentre per le prime all’acquirente è data anche la possibilità di stampare la fattura apponendovi in modo indelebile il riferimento normativo e conservarla ai sensi dell’art. 39 del DPR n. 633/72, per regolarizzare una fattura Nuova Sabatini con CUP errato o mancante era possibile solo agire tramite l’emissione di una nota di credito da parte del fornitore, seguita dalla riemissione di una nuova fattura recante il CUP corretto o integrato. In alternativa, il beneficiario poteva intervenire direttamente facendo ricorso alla procedura richiamata dalla circolare 14/E del 2019 dell’Agenzia delle entrate, ossia mediante un’integrazione elettronica da associare al documento originario e trasmettere al SdI con codice documento TD20 (o, nei casi previsti, TD29).

La nuova opzione semplifica la procedura

A partire dal 27 gennaio 2026, c’è una modalità in più per rimettere in carreggiata un documento di spesa Nuova Sabatini non compliant. Nell’area riservata del portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle entrate è stato infatti reso disponibile un nuovo servizio web per l’integrazione del codice CUP nelle fatture elettroniche relative all’acquisto di beni e servizi oggetto di incentivi pubblici alle attività produttive, inclusa la Nuova Sabatini. Lo strumento è dedicato agli interventi correttivi su operazioni di acquisto successive al 31 maggio 2023, come previsto dal provvedimento 563301/2025 del 10 dicembre 2025.

Attraverso la predisposizione del nuovo servizio informatico raggiungibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate, il beneficiario o un suo intermediario, possono inserire o correggere il CUP abbinandolo alle fatture Nuova Sabatini direttamente online, seguendo le indicazioni riportate nella Guida all’utilizzo del servizio di integrazione del CUP in fattura.

E se manca anche il riferimento normativo?

Se, oltre che del CUP (ora integrabile direttamente “a valle” tramite il portale dell’Agenzia) la fattura relativa al bene agevolato Nuova Sabatini risultasse priva anche della dicitura recante il riferimento normativo, si ritiene che la regolarizzazione per quest’ultimo possa avvenire facendo riferimento ai chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate con le risposte a interpello n. 438 e 439 del 5 ottobre 2020, che hanno per oggetto i crediti d’imposta in beni strumentali. In tali casi, come già descritto, è ammessa l’apposizione del riferimento normativo mediante stampa del documento e annotazione indelebile, con successiva conservazione.
Tale modalità costituisce una soluzione residuale, da adottare in alternativa alle procedure di integrazione elettronica previste (nota di credito e riemissione della fattura, oppure invio di un documento integrativo con codice TD20 o TD29), che continuano a rappresentare le modalità preferibili ai fini della piena tracciabilità e della gestione dei controlli.

Il CUP, strumento di tracciabilità

Il Codice Unico di Progetto viene assegnato a diverse iniziative destinatarie di risorse pubbliche, bandi e agevolazioni. Il suo ruolo è quello di identificare in modo univoco il bene o il servizio oggetto di incentivo, per garantire tracciabilità e trasparenza delle operazioni finanziarie.

Se lo stesso bene accede nel tempo a più agevolazioni cumulabili, cui si associano differenti CUP, è sufficiente l’apposizione in fattura del primo CUP acquisito in ordine temporale (ferme restando eventuali indicazioni più restrittive previste dai singoli provvedimenti agevolativi). Il chiarimento era stato fornito dalla Circolare MEF n. 1, dell’8 gennaio 2025, la quale specificava inoltre che, nel caso di incentivi che ammettono il sostenimento delle spese anteriormente all’atto di concessione, l’indicazione del CUP non è obbligatoria per le fatture ricevute prima dell’assegnazione del codice.

Fattura Nuova Sabatini non conforme: cosa fare

In presenza di una fattura relativa a investimenti agevolati Nuova Sabatini priva del CUP o con CUP errato, oggi le possibilità di regolarizzazione sono le seguenti:

  • Integrazione del CUP tramite il nuovo servizio online disponibile nell’area riservata Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle entrate
    (per operazioni di acquisto successive al 31 maggio 2023)
  • Procedure di integrazione elettronica tradizionali, alternative alla nuova funzione:
    • emissione di nota di credito da parte del fornitore e riemissione della fattura corretta;
    • invio di un documento integrativo con codice TD20 (o, nei casi previsti, TD29) da associare alla fattura originaria.

Qualora la fattura presenti il CUP corretto (o associazione a CUP regolarizzato tramite portale Ade) ma sia priva della dicitura normativa (“art. 2, c. 4, D.L. n. 69/2013”), si ritiene ammissibile – in via residuale – anche la stampa del documento con apposizione indelebile del riferimento normativo, con successiva conservazione ai sensi dell’art. 39 del DPR n. 633/72.

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Il servizio dedicato alla Nuova Sabatini

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