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Bandi
20 Marzo 2026

Bando Isi Inail 2025: 600 milioni per le imprese

Ancora poche settimane per valutare l’ammissibilità

Bando Isi Inail 2025: tra meno di un mese, il 13 aprile, aprirà la finestra per la presentazione delle domande, che si chiuderà il 28 maggio 2026. Mini escavatori, carrelli elevatori, trattori agricoli, presse e macchine piegatrici, frese, pallettizzatori automatici, torni, robot collaborativi. Per acquistare nuovi macchinari, più sicuri, performanti e meno rumorosi; per dotarsi di impianti di aspirazione innovativi, oppure per rimuovere e sostituire, con materiali di ultima generazione, vecchie coperture in amianto, le imprese possono ottenere fino al 65% di contributi a fondo perduto. L’Inail mette a disposizione 600 milioni di euro destinati a progetti di prevenzione: necessario attivarsi subito per partecipare.

Dal 13 aprile, e fino alle ore 18 del 28 maggio 2026, sarà aperta la procedura di compilazione e registrazione delle domande per il Bando Isi 2025, che mira a supportare le aziende di ogni dimensione, anche individuali, nei loro investimenti in sicurezza ed efficienza.

L’iniziativa d’incentivazione, con cadenza annuale dal 2010 a oggi, eroga a fondo perduto dal 65% all’80% della spesa sostenuta per migliorare le condizioni di lavoro e prevenire i rischi per la salute dei dipendenti, con un importo finanziabile fino a 130 mila euro. Anche quest’anno vengono messi a disposizione 600 milioni di euro destinati a progetti di potenziamento documentato della performance e della sostenibilità, della diminuzione dei livelli di rumorosità, del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

Particolarmente interessanti i vantaggi riservati alle PMI dei settori manifatturiero ed edile che programmano di sostituire macchinari obsoleti con nuovi apparecchi ipertecnologici. Il bando punta, inoltre, a incoraggiare le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli all’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature caratterizzati da soluzioni innovative per ridurre le emissioni inquinanti. Percentuali più elevate di contributo premiano in particolare i giovani agricoltori e le imprese di minori dimensioni che adottano modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

Investimenti agevolati: conferme e novità

Il bando si articola in cinque assi di finanziamento, che coprono un ampio spettro di interventi: dalla riduzione dei rischi tecnopatici e infortunistici, alla bonifica dei materiali contenenti amianto. Tra i progetti ammissibili rientrano:

  • sostituzione di macchinari obsoleti e rumorosi con dispositivi a minore emissione acustica;
  • installazione di impianti di aspirazione per ridurre l’esposizione a rischi chimici;
  • interventi per la riduzione delle vibrazioni meccaniche, con macchine che diminuiscono le sollecitazioni al corpo del lavoratore.
  • automazione dei processi di movimentazione manuale dei carichi per prevenire disturbi muscoloscheletrici;
  • rimozione di coperture e controsoffitti in amianto, con contestuale acquisto e posa di nuova copertura;
  • acquisto di trattori e macchine agricole;
  • per il settore della pesca: acquisto di giubbotti autogonfiabili, zattere di salvataggio e sistemi di recupero.

La nuova edizione del bando Isi 2025, confermando gli aspetti innovativi consolidati dalle precedenti, propone poi alcune novità. Quella di maggior interesse è relativa alla possibilità per le imprese di realizzare un intervento aggiuntivo, in affiancamento a quello principale: nello specifico viene previsto un bonus fino a 20 mila euro, finanziato all’80%, per progetti complementari. Tra questi, ad esempio, l’installazione di impianti fotovoltaici su coperture oggetto di bonifica amianto, oppure, a fronte di un investimento rientrante nell’asse 2, l’adozione di DPI intelligenti per monitorare in tempo reale l’ambiente e i parametri vitali del lavoratore e lanciare allarmi immediati in caso di emergenza.

Un’attenta consulenza per accedere con successo

Il bando Isi segue un iter strutturato. L’accesso è possibile attraverso una procedura telematica, articolata in più fasi e disciplinata nel dettaglio dagli avvisi regionali e provinciali. La ripartizione delle risorse per regione o provincia autonoma e per asse di finanziamento incide direttamente sulle probabilità di accesso al contributo: importante, dunque, valutare con attenzione le caratteristiche del progetto rispetto all’asse di riferimento e al contesto territoriale di presentazione della domanda.

Ai fini dell’eleggibilità è fondamentale inoltre attestare, alla data di pubblicazione del bando (18 dicembre 2025), l’inquadramento dell’attività e la coerenza tra progetto proposto e rischi aziendali. Nel caso di interventi per la rimozione dell’amianto, l’impresa dovrà inoltre dimostrare di possedere l’immobile, in proprietà o con altro titolo idoneo, da almeno tre anni.

Anche la rendicontazione finale è sottoposta a controlli accurati e ogni scostamento rispetto al progetto approvato può dare luogo a decurtazioni o revoche.

Le scadenze sono rigorose, così come la richiesta di documentazione tecnica dettagliata: anche errori formali o incongruenze minime negli allegati possono determinare l’esclusione.

Fondamentale, insomma, affidarsi a consulenti esperti per verificare la conformità del proprio progetto e massimizzare le chance di successo.

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