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Fondo di Garanzia
06 Marzo 2026

Fondo di Garanzia per le PMI: su il sipario 2026

Conferme, nuovi equilibri e sfida alla sostenibilità

La recente conversione in legge del decreto Milleproroghe ha sancito il prolungamento delle regole 2025 del Fondo di Garanzia MCC a tutto il 2026, assicurando continuità a un meccanismo fondamentale per l’accesso al credito delle imprese, soprattutto le più piccole. Accanto alle conferme su coperture e plafond, entra ora pienamente in operatività il nuovo premio aggiuntivo a carico dei finanziatori che utilizzano intensivamente la garanzia pubblica. Una novità che introduce meccanismi di “responsabilizzazione” per banche, intermediari e operatori leasing a tutela della sostenibilità di uno strumento che continua a crescere in fatto di volumi e imprese beneficiarie, confermandosi canale preferenziale per il sostegno agli investimenti delle PMI.

Fondo di Garanzia per le PMI: definitivamente confermata l’estensione dell’assetto normativo adottato nel 2025 per tutto il 2026. A sancire la proroga è la legge di conversione del decreto Milleproroghe (legge 27 febbraio 2026, n. 26), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2026. Resta così intatta la disciplina di funzionamento del Fondo, che mantiene in vigore anche nel nuovo anno le percentuali di copertura e i massimali già previsti, confermando un quadro stabile e prevedibile per operatori finanziari e imprese.

Le regole attuali prevedono una copertura fino al 50% per finanziamenti finalizzati a liquidità e fino all’80% per quelli destinati a investimenti. Resta inoltre fissato in 5 milioni di euro l’importo massimo garantito per singola impresa, con gratuità della garanzia per le microimprese.

Numeri e dinamiche di utilizzo

Lo scorso dicembre, il Fondo di Garanzia per le PMI ha chiuso l’anno con circa 31,7 miliardi di euro di importo garantito, segnando un incremento del +6,5% rispetto al 2024. Le domande presentate sono state oltre 251 mila, con un tasso di accoglimento molto elevato (circa il 98%). Le imprese beneficiarie sono state oltre 168 mila, in crescita di quasi il 9%.

Il ruolo dello strumento si conferma ancora una volta centrale, soprattutto per le micro e piccole imprese, che rappresentano la maggioranza delle operazioni, e per i settori più dinamici dell’economia (commercio, industria e servizi). Sul piano territoriale, resta marcata la maggiore concentrazione di garanzie nel Nord Italia.

Premio aggiuntivo: nuove regole e operatività

A tutela della sostenibilità finanziaria di uno strumento sempre più richiesto e utilizzato dalle imprese, la novità più rilevante del 2026 è l’entrata in vigore, dal 21 gennaio 2026, del meccanismo del premio aggiuntivo per gli intermediari finanziari che utilizzano la garanzia pubblica in misura intensiva. Le relative regole di calcolo e versamento sono precisate dal decreto interministeriale Mimit/Mef del 21 gennaio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 20 febbraio 2026.

Questa innovazione, prevista dalla Legge di Bilancio 2025 (art. 1, commi 451-454), introduce un contributo economico a carico delle banche, degli intermediari e di altri soggetti finanziatori proporzionale sia alle caratteristiche delle singole operazioni garantite sia al livello complessivo di utilizzo del Fondo da parte del soggetto. L’obiettivo dichiarato è responsabilizzare sull’uso della garanzia pubblica.

Impatto sugli intermediari e sul leasing

L’operatività del premio aggiuntivo potrebbe avere un impatto operativo per le banche e gli operatori del credito che ricorrono maggiormente all’uso dello strumento. Potrebbe essere infatti necessario aggiornare sistemi di calcolo, procedure interne e informative alla clientela.

In particolare, nel segmento del leasing, in cui è frequente fare ricorso alla garanzia del Fondo per operazioni di investimento e acquisizione di beni strumentali, il nuovo premio potrebbe comportare adeguamenti dei processi, con l’eventuale necessità di ricalibrare le offerte e le condizioni commerciali.

Il ruolo del Fondo nel credito alle PMI

Nato per sostenere imprese in difficoltà, il Fondo di Garanzia per le PMI si è progressivamente evoluto in uno strumento strutturale di politica creditizia. Funziona come garanzia pubblica parziale su finanziamenti bancari e leasing, consentendo alle imprese di accedere al credito anche quando non dispongono di garanzie reali adeguate, e permettendo contemporaneamente ai finanziatori di ridurre il rischio.

Oltre a favorire condizioni di finanziamento più vantaggiose, il Fondo permette alle banche di liberare capitale e di sostenere ulteriori erogazioni di credito. Può coprire operazioni a breve, medio e lungo termine, comprese quelle per investimenti, liquidità, mutui e linee di credito: un ampio ventaglio che riflette la diversificazione delle esigenze imprenditoriali e del mercato. Aiutando a superare le difficoltà di accesso al credito bancario tradizionale, la garanzia pubblica rappresenta spesso un supporto determinante per le realtà che puntano a crescere e innovare, dotandosi di macchinari, impianti, tecnologie digitali e green.

Come funziona il Fondo oggi

Oggi il funzionamento del Fondo di Garanzia per le PMI prevede un perimetro definito.

  • Importo massimo garantito: fino a 5 milioni di euro per impresa, cumulabile su più operazioni.
  • Percentuali di copertura:
    50% per finanziamenti destinati a liquidità;
    80% per finanziamenti a programmi di investimento, per le operazioni Nuova Sabatini, importo ridotto e microcredito, e per quelle a favore di PMI innovative, startup, startup innovative e incubatori certificati.
  • Valutazione del merito: la copertura può essere influenzata dal livello di merito creditizio (rating), determinato secondo il modello di valutazione del Fondo.
  • Beneficiari: PMI e, in alcune condizioni, anche imprese sino a 499 dipendenti, con criteri definiti dalla normativa e dalle disposizioni operative attuali.

Stabilità con nuovi equilibri

Con la conferma delle regole 2025 anche per il 2026, il Fondo di Garanzia per le PMI resta un pilastro dell’accesso al credito per le imprese italiane. Tuttavia, la piena operatività del premio aggiuntivo segna un nuovo equilibrio tra promozione del credito e sostenibilità dello strumento. La sfida per banche, operatori leasing e imprese sarà gestire questa transizione normativa mantenendo efficacia, competitività e accessibilità del credito alle piccole e medie imprese che rappresentano il tessuto produttivo del Paese.

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