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Riforma incentivi
06 Novembre 2026

Polizza catastrofale, senza copertura si rischiano gli incentivi

Anche gli “esodati 5.0” chiamati ad assicurarsi per non perdere il contributo

È uno strumento di tutela del patrimonio aziendale, ma non solo. La polizza contro i danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali sta diventando una condizione imprescindibile per accedere alle agevolazioni destinate alle imprese. La stipula è un requisito già previsto da diverse misure nazionali e regionali, dal Bando Isi Inail e dalle linee Simest, fino alle più recenti edizioni di Brevetti+, Disegni+ e Marchi+. Anche la Nuova Sabatini si prepara a recepirlo. L’ultimo caso emblematico arriva dal contributo per FER e certificazioni destinato alle imprese “esodate” della Transizione 5.0, per il quale è richiesta l’attestazione della regolarità assicurativa.

Mentre il vincolo si estende a macchia d’olio attraverso bandi e decreti, si rende urgente la sottoscrizione da parte delle aziende ancora prive di copertura: di regola, infatti, la polizza deve essere già stipulata prima della presentazione della domanda di incentivo.

La copertura assicurativa contro i danni provocati da calamità naturali ed eventi catastrofali non riguarda più soltanto la gestione del rischio aziendale. Per le imprese, essere in regola con l’obbligo di stipula sta diventando una vera e propria condizione per accedere alle agevolazioni a supporto dei loro investimenti.

Il principio, introdotto dalla Legge di bilancio 2024 e recepito nel Codice degli incentivi, in vigore dal 1° gennaio 2026, ha già trovato applicazione nelle norme che regolano diversi strumenti d’incentivazione nazionali. Tra i primi a fare proprio il requisito ci sono i contratti di sviluppo, compresi i “mini”, Smart&Start e il Bando FER per le PMI dello scorso anno. L’assenza della polizza è già ostativa per l’accesso ai contributi del Bando Isi Inail e alle misure Simest 394.

La propagazione delle coperture resta tuttavia limitata, soprattutto tra le imprese di minori dimensioni. Secondo le stime riportate da Ania nella Guida operativa all’obbligo, pubblicata il 24 settembre 2026, la garanzia contro i rischi catastrofali risulta presente soltanto nel 14% delle microimprese, nel 46% delle piccole e nel 51% delle medie. La percentuale sale invece al 97% tra le grandi aziende. Un divario significativo, che evidenzia quanto sia ancora ampio il percorso di adeguamento, proprio nella fascia di imprese per la quale l’accesso agli incentivi pubblici può rappresentare un sostegno determinante agli investimenti.

Brevetti+, voucher cloud e bandi regionali: il vincolo si estende

La progressiva diffusione dell’obbligo assicurativo negli schemi d’incentivazione emerge anche dai provvedimenti più recenti. I decreti che disciplinano le edizioni 2026 di Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, misure annuali dedicate alla tutela e alla valorizzazione della proprietà industriale delle micro, piccole e medie imprese, hanno introdotto per la prima volta la presenza della polizza catastrofale tra le condizioni propedeutiche all’ottenimento dei benefici.

Un altro esempio è rappresentato dal Voucher Cloud & Cybersecurity, accessibile fino al 20 gennaio 2027, per il quale va attestata la regolarità rispetto all’obbligo assicurativo.

Clausole analoghe sono sempre più presenti nei bandi regionali. Diverso, almeno per il momento, il quadro relativo alle garanzie del Fondo per le PMI: nonostante le indiscrezioni circolate sull’argomento, il vincolo non risulta ancora recepito.

La direzione pare, comunque, tracciata in modo inequivocabile: la verifica della copertura assicurativa sta entrando stabilmente nelle procedure di accesso alle risorse pubbliche. Un aspetto che imprese e professionisti devono considerare già nella fase di programmazione degli investimenti.

Nuova Sabatini, l’adeguamento è già annunciato

Tra gli strumenti destinati a recepire il requisito figura anche la Nuova Sabatini, una delle principali agevolazioni nazionali per gli investimenti delle PMI in beni strumentali.

L’annuncio è già presente nella pagina istituzionale del Mimit dedicata alla misura: il Ministero precisa che è in corso l’adeguamento normativo all’obbligo assicurativo contro calamità naturali ed eventi catastrofali, demandato a un successivo decreto interministeriale indicato come in fase di finalizzazione.

Per le aziende che programmano acquisizioni di macchinari, attrezzature e beni strumentali, il tema merita attenzione già da ora. La polizza, infatti, quando prevista come requisito di accesso, deve normalmente risultare già stipulata alla data di presentazione della domanda. L’adempimento non può essere rimandato al momento della richiesta di agevolazione, il rischio è compromettere l’intera opportunità.

Esodati 5.0, per il contributo certificazioni e FER serve la polizza

Un’ulteriore conferma della necessità di dotarsi di polizza cat-nat arriva dalla prassi destinata alle imprese “esodate” della vecchia Transizione 5.0, rimaste escluse dal credito d’imposta per esaurimento delle risorse nonostante avessero maturato i requisiti per beneficiarne.

Per le componenti energetica e certificativa del Piano, il decreto fiscale del 27 marzo aveva stanziato 197,7 milioni di euro in tre anni.

Ora, un decreto firmato dal ministro Urso e annunciato dal Mimit il 31 ottobre 2026 avvia la procedura di erogazione, che richiederà ancora la pubblicazione dell’elenco dei beneficiari e di un successivo decreto direttoriale con termini e modalità per presentare domanda.

Tra gli adempimenti documentali richiesti, secondo quanto riportato dalla stampa specializzata, figura anche l’attestazione di aver rispettato l’obbligo di stipula della polizza catastrofale, nonostante l’adempimento non facesse parte delle condizioni originarie della “vecchia 5.0”.

Assicurarsi oggi per non perdere l’incentivo domani

Il caso degli “esodati 5.0” dimostra quanto la regolarità assicurativa possa incidere concretamente sull’accesso ai fondi pubblici, anche in percorsi di investimento già avviati. La progressiva estensione del requisito a misure nazionali e regionali lascia prevedere un’applicazione sempre più generalizzata.

La polizza catastrofale va quindi considerata parte integrante della programmazione aziendale, al pari degli altri requisiti amministrativi e documentali necessari per ottenere un’agevolazione prima ancora che si presenti l’occasione di presentare domanda.

Per le imprese che non hanno ancora provveduto, la scelta più prudente è intervenire subito, valutando con il proprio intermediario assicurativo la copertura necessaria e verificando la conformità ai requisiti normativi. Assicurarsi dopo la pubblicazione del decreto attuativo o del bando d’interesse significherebbe arrivare troppo tardi.

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