Dopo settimane di incertezza, dal quotidiano Il Sole 24 Ore è arrivata la notizia: al netto delle “prenotazioni prioritarie” riconfermate entro giovedì 17 luglio 2025 e di quelle in lista d’attesa, resterebbero ancora da assegnare oltre 930 milioni di euro per il credito d’imposta 4.0. Sulla base di quanto riportato dal principale quotidiano economico nazionale martedì scorso, le imprese possono tornare a richiedere il credito d’imposta 4.0 con ottimismo, purché si sbrighino (basti pensare che lo scorso anno l’utilizzo dello strumento 4.0 aveva superato i 3,3 miliardi di euro nei soli primi tre mesi del 2024).
Intanto, chi aveva ottenuto ricevuta di “indisponibilità risorse” per investimenti avviati nel 2025, farà bene a monitorare la casella PEC: dal via libera GSE, che gli interessati potrebbero attendersi via mail a stretto giro, scattano 30 giorni per adempiere allo step successivo di comunicazione d’acconto, senza il quale l’iter comunicativo decade.
Sarebbero ancora disponibili 932 milioni di euro per il credito d’imposta 4.0, destinato agli investimenti in beni strumentali materiali hi-tech avviati successivamente al primo gennaio 2025. Il dato, riportato dal quotidiano Il Sole 24 Ore (edizione del 22 luglio 2025) a fronte di un calcolo effettuato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) e dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), è strategico. Trapelato dopo un mese di attesa, riguarda la misura agevolativa disciplinata dalla Legge di bilancio 2025, che ha introdotto un limite massimo di spesa di 2,2 miliardi di euro per l’anno in corso, con accesso al beneficio subordinato all’invio di una sequenza di comunicazioni telematiche per la prenotazione dei fondi.
Se verrà confermata dalle autorità istituzionali, la “riapertura” avrebbe particolare rilievo per chi intende avviare il percorso ex novo, ma anche per tutte le imprese che avevano visto sospesa la propria richiesta sulla base del precauzionale annuncio relativo all’indisponibilità di fondi ufficializzata da GSE il 18 giugno scorso.
Qui un indice degli argomenti:
- Come si è arrivati a questo punto: recap in quattro tappe
- Il blocco temporaneo e le ricevute “di esaurimento”
- Il quadro attuale: quanto risulta impegnato, quanto resterebbe disponibile
- Buone notizie per chi era in lista d’attesa. Ecco cosa fare
- Comunicazione non ancora trasmessa? È il momento di agire
- Uno sguardo d’insieme: tra 4.0 e 5.0
- Serve aiuto? Agevola Imprese Group c’è
- Commenti
Come si è arrivati a questo punto: recap in quattro tappe
Per comprendere il contesto, è utile ripercorrere i passaggi più recenti:
- In base alla Legge di bilancio 2025, il credito d’imposta per investimenti 4.0 effettuati dal primo gennaio 2025 al 30 giugno 2026 (a condizione di accettazione dell’ordine e versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo complessivo entro il 31 dicembre 2025) è riconosciuto entro un tetto di spesa pari a 2,2 miliardi di euro.
- Gli investimenti avviati prima del 2025 non vengono assoggettati al limite di spesa, purché l’ordine sia stato accettato dal venditore e sia stato effettuato un versamento pari o superiore al 20% del costo entro il 31 dicembre 2024.
- Dal 15 maggio 2025 viene dedicata alle comunicazioni per agevolazioni soggette al tetto di spesa una procedura comunicativa ad hoc.
Dal 17 giugno 2025, contestualmente all’attuazione delle nuove modalità prenotative, si apre una finestra transitoria di riconferma delle comunicazioni inviate prima del 15 maggio ai fini di preservarne la priorità. La finestra viene chiusa il 17 luglio 2025.
Il blocco temporaneo e le ricevute “di esaurimento”
Il 18 giugno 2025, in assenza di dati consolidati sui fondi già effettivamente impegnati, la piattaforma GSE aveva reso noto l’esaurimento di risorse disponibili. Le comunicazioni preventive hanno comunque continuato ad essere accolte generando ricevute valide, seppur con esito “non disponibile”: ciò a garanzia della protocollazione e del posizionamento in lista d’attesa, secondo l’ordine cronologico.
L’annuncio di indisponibilità, inquadrata dallo stesso GSE come “temporanea”, si era reso necessario per completare il conteggio delle richieste rientranti nel plafond, in particolare quelle inviate con i vecchi modelli e poi riconfermate entro il 17 luglio.
Il quadro attuale: quanto risulta impegnato, quanto resterebbe disponibile
Con la chiusura del periodo transitorio, riporta Il Sole 24 Ore, Mimit e GSE hanno potuto tirare le somme. Ecco la ripartizione del plafond descritta dal quotidiano:
- 546,3 milioni di euro risulterebbero assorbiti dalle comunicazioni prioritarie, cioè quelle inviate secondo il modello previsto dal DM 24 aprile 2024 e poi riconfermate.
- 721,2 milioni di euro risulterebbero vincolati da comunicazioni trasmesse con il nuovo modello (DM 15 maggio 2025), comprese quelle in attesa di conferma di disponibilità dei fondi.
- Totale complessivo impegnato: 1.267,5 milioni di euro.
- Risorse residue ancora prenotabili: 932,47 milioni di euro.
Buone notizie per chi era in lista d’attesa. Ecco cosa fare
Secondo quanto rivelato dalla testata giornalistica, chi ha trasmesso una comunicazione dopo il 15 maggio 2025 e ha ricevuto una ricevuta con esito “risorse esaurite” potrebbe ora rientrare tra i beneficiari. In tal caso, GSE notificherà progressivamente lo sblocco delle domande secondo l’ordine cronologico di ricezione, come previsto dalla normativa.
È essenziale, quindi, monitorare con attenzione la propria PEC: l’eventuale notifica di disponibilità apre una finestra di soli 30 giorni per inviare la comunicazione con acconto del 20%, pena la decadenza dell’intera procedura prenotativa.
Comunicazione non ancora trasmessa? È il momento di agire
La disponibilità di risorse descritta dalla stampa dà una spinta concreta a tutte le imprese che avevano rinunciato a presentare domanda, mettendo in stand-by nuovi progetti di digitalizzazione, perché scoraggiate dal momentaneo esaurimento comunicato a giugno.
Oggi, grazie ai 932 milioni possibilmente residui, sarebbe ancora possibile rientrare tra i beneficiari, a patto di inviare tempestivamente la comunicazione preventiva. La priorità resta infatti ancorata a data e ora di ricezione da parte della piattaforma GSE.
Importante ricordare che, anche se la ricevuta indica “risorse esaurite”, la comunicazione è valida, protocollata, e potenzialmente inseribile nel primo slot di sblocco.
Uno sguardo d’insieme: tra 4.0 e 5.0
Parallelamente, prosegue il percorso del più sicuro e vantaggioso Piano Transizione 5.0, in forte accelerazione negli ultimi mesi, con prenotazioni arrivate a circa 1,6 miliardi di euro. Ripiegano su 4.0 le imprese che non possono accedervi in assenza dei requisiti di risparmio energetico e del rispetto dei vincoli DNSH: per queste ultime il credito d’imposta 4.0 resta una sponda per agevolare gli investimenti nella digitalizzazione dei processi produttivi, nell’automazione e nell’innovazione tecnologica. Attenzione però: anche se venisse ufficializzata l’effettiva disponibilità di risorse 4.0, i tempi per accedervi sarebbero comunque molto stretti. Lo scorso anno l’utilizzo dello strumento 4.0 aveva superato i 3,3 miliardi di euro nei soli primi tre mesi del 2024 (Fonte: MEF, novembre 2024), a dimostrazione della forte domanda da parte delle imprese.
Serve aiuto? Agevola Imprese Group c’è
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