Agevola Imprese

Nuovo Piano Transizione 5.0
23 Ottobre 2026

Nuova Transizione 5.0, via alla “fase 3”: finestra stretta per preparare il beneficio

Tutti gli adempimenti da chiudere in tempo per incidere già sul Modello Redditi

Il Nuovo Piano Transizione 5.0 compie il passo decisivo. Dal 15 ottobre 2026 le imprese possono trasmettere al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) le comunicazioni di completamento degli investimenti, ultima tappa dell’iter per accedere al nuovo iperammortamento. L’apertura della “fase 3” sulla piattaforma consente di perfezionare la procedura, ma non basta aver acquistato i macchinari per beneficiare della maggiorazione fiscale dal prossimo anno. Occorre aver già superato le prime due fasi, effettuato l’investimento, messo in funzione e interconnesso i beni, quando previsto, predisposto la perizia tecnica asseverata e ottenuto la certificazione contabile delle spese. La tempistica assume particolare rilievo per gli investimenti realizzati nel 2026: completare correttamente l’iter entro la fine dell’anno permette di far rilevare il beneficio già nel periodo d’imposta 2026, con effetti sulla dichiarazione dei redditi del 2027, previo esito positivo delle verifiche del GSE. Per questo, la fine del mese di novembre rappresenta un obiettivo operativo prudenziale per organizzare e trasmettere la documentazione.

Il Nuovo Piano Transizione 5.0 aggiunge un tassello fondamentale al proprio percorso attuativo. Dalle ore 12 del 15 ottobre 2026 è possibile inviare al GSE le comunicazioni di completamento degli investimenti, grazie alla nuova funzionalità attivata con il decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 14 ottobre.

Si tratta della terza e ultima fase della procedura, successiva allo sblocco delle comunicazioni preventive, disponibili dal 12 giugno, e a quelle di conferma, attivate il 21 luglio 2026. Un passaggio riservato alle imprese che hanno già ricevuto un esito positivo della comunicazione di conferma, relativa al versamento ai fornitori di un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione dei beni.

Con la nuova funzionalità, fornendo i dati richiesti, l’impresa può attestare il completamento degli investimenti, determinando la spettanza del beneficio se tutte le condizioni sono rispettate. Per arrivare alla fruizione è poi necessario ottenere il riscontro positivo del Gestore.

Documenti e requisiti da verificare prima dell’invio

La comunicazione finale deve riportare gli estremi delle fatture relative alle spese agevolabili e la data di completamento di ciascun investimento, coerentemente con la comunicazione di conferma già trasmessa. Non è possibile inserire beni diversi o importi superiori rispetto a quelli precedentemente confermati. È invece consentito inviare una o più comunicazioni di completamento riferite anche soltanto a una parte dei beni già indicati, possibilità utile quando macchinari e software vengono completati o interconnessi in momenti differenti.

Per i beni materiali e immateriali ricompresi negli Allegati IV e V alla legge di Bilancio 2026, infatti, la comunicazione di completamento deve essere trasmessa dopo l’interconnessione al sistema aziendale.

Deve inoltre essere già disponibile la perizia tecnica asseverata, insieme alla certificazione contabile. La prima documenta la conformità dei beni ai requisiti tecnologici richiesti e, quando previsto, la loro interconnessione. La seconda certifica l’effettivo sostenimento delle spese agevolabili e la loro corrispondenza con la documentazione contabile dell’impresa.

Per attivare la “fase 3”, quindi, non basta verificare che i beni siano stati effettivamente consegnati e che gli investimenti risultino completati. È necessario essere in possesso di documenti che non possono essere predisposti all’ultimo momento. La loro acquisizione, così come la corretta raccolta delle fatture e dei dati necessari, dovrebbe essere stata pianificata con anticipo, coordinando le attività dell’impresa con quelle dei professionisti e dei tecnici coinvolti.

Novembre, scadenza strategica nel 2026, non solo nel 2028

Il termine ultimo previsto per la comunicazione di completamento è attualmente fissato al 15 novembre 2028: è fondamentale non confondere questa data con l’orizzonte utile per beneficiare dell’iperammortamento già sul periodo d’imposta 2026.

Il decreto attuativo stabilisce, infatti, che la maggiorazione del costo di acquisizione rileva, ai fini della determinazione delle imposte sui redditi, a partire dal periodo d’imposta nel quale viene trasmessa la comunicazione di completamento, a condizione che il bene sia entrato in funzione nello stesso periodo. Per gli investimenti conclusi nel 2026, dunque, l’invio entro la fine dell’anno può consentire di far valere il beneficio già nella dichiarazione dei redditi del 2027, purché siano soddisfatte tutte le condizioni richieste e il GSE rilasci esito positivo delle proprie verifiche.

È qui che la pianificazione degli adempimenti assume un ruolo determinante. Puntare alla trasmissione entro la fine di novembre 2026, lasciando circa un mese per gestire con maggiore margine eventuali criticità ed evitando di arrivare a ridosso della chiusura dell’anno, costituisce un obiettivo operativo prudenziale.

Una verifica in tempo per il primo appuntamento fiscale

Per le imprese che hanno effettuato investimenti nel 2026 e intendono iniziare a fruire del beneficio l’anno prossimo, la priorità è dunque ricostruire lo stato della procedura e individuare gli eventuali adempimenti ancora mancanti. Occorre accertarsi dell’esito positivo della comunicazione di conferma, verificare la data di consegna dell’investimento, l’entrata in funzione dei beni, l’interconnessione quando richiesta, la disponibilità della perizia e della certificazione contabile.

A questo si aggiunge la necessità di controllare la corrispondenza tra fatture e importi di beni già confermati, predisponendo per tempo la comunicazione di completamento da trasmettere al GSE.

Il Nuovo Piano Transizione 5.0 mette a disposizione uno strumento per sostenere gli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati, ma richiede una gestione attenta anche nella fase conclusiva. Per chi intende far valere la prima quota della maggiorazione già nella dichiarazione dei redditi 2027, la finestra utile è stretta: il lavoro da completare è quello delle prossime settimane.

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