Partiamo dal presupposto che se vuoi conoscere nel dettaglio i tre trucchi per accedere al Fondo di Garanzia la prima cosa che devi fare è scaricare il Report Gratuito che trovi qui a lato.

Il Fondo di Garanzia è una GARANZIA PUBBLICA concessa dal MISE (Ministero Italiano Sviluppo Economico) a favore delle piccole/medie imprese e dei professionisti, a fronte di finanziamenti concessi dalle banche, società di leasing e altri intermediari.

Il concetto è che le imprese che non hanno sufficienti garanzie possono accedere al Fondo di Garanzia per avere condizioni migliori riguardo i tassi interessi e le condizioni di rimborso.

Questo perché il Fondo:

—> copre fino all’80% dell’importo dell’investimento per un massimo di 2 milioni e 500.000 euro
—> presuppone meno rischi per la banca che concede più credito e a condizioni migliori.

In pratica possono beneficiarne tutte le piccole/medie imprese iscritte al registro imprese che non superino i requisiti di media impresa, e i professionisti iscritti agli ordini professionali.
Ti faccio un esempio: un commerciante al dettaglio di ferramenta compra attrezzature per il proprio negozio tramite finanziamento bancario per 100mila euro.

Senza il Fondo di Garanzia: avrà difficoltà di accesso al credito-non tangibile, gli saranno richieste fideiussioni personali, gli saranno richieste garanzie reali (depositi) e le condizioni economiche saranno legate al mercato di riferimento.

Con il Fondo di Garanzia: non ci sarà nessun bisogno di acquisire garanzie reali ne fideiussioni, le condizioni economiche saranno migliori rispetto a quelle presenti nel mercato e la garanzia del fondo vale per un importo di 80mila euro.
DEVI SAPERE che con la garanzia del fondo il rischio della banca è pari solo al 20% dell’importo erogato, ciò implica minor assorbimento di capitale, diversificazione del rischio.

Possono essere garantiti soggetti appartenenti a qualsiasi settore con eccezione di: industria automobilistica, industria carboniera, costruzione navale, siderurgia e attività finanziarie.

In buona sostanza i vantaggi più importanti dell’utilizzo della garanzia sono:

– concessione di credito laddove sei in difficoltà di accesso
– miglioramento delle condizioni applicate sui crediti già in essere e/o su nuovi crediti
– minor garanzie richieste quindi niente pegni e/o fidejussioni personali

 

Ora ti spiego perché è importante agire OGGI se vuoi accedere al Fondo di Garanzia e ha a che fare con la Centrale Rischi.

La Centrale Rischi raccoglie l’insieme delle tue esposizioni verso tutte le banche, quindi esprime il complessivo di debito che hai nei confronti del sistema creditizio.

Non è altro che un documento dove vengono raccolte tutte le informazioni relative all’utilizzo del denaro da parte tua.

Quello che devi sapere è che ogni ultimo giorno del mese tutte le banche che stai utilizzando, e con cui hai un rapporto, comunicano alla Banca d’Italia il tuo comportamento in termini di movimenti di conto.
Soprattutto notificano i tuoi crediti in sofferenza.

ATTENZIONE: il tuo costo del denaro dipende ANCHE dalle notifiche che vengono fatte alla Banca d’Italia.

Con la nuova riforma del Fondo che partirà nel 2018 non sarà più solo necessario tenere monitorati gli indici del tuo bilancio comete ho insegnato nel Report gratuito “i tre trucchi per accedere sempre alle Agevolazioni Pubbliche” che hai scaricato (se non l’hai ancora fatto ti consiglio di cliccare sul pulsante SCARICA LA GUIDA GRATUITA) ma sarà indispensabile tenere sotto controllo la Centrale Rischi.

Per questo motivo ti voglio regalare le 10 regole che devi assolutamente seguire se non vuoi avere problemi con la Centrale Rischi

1. Non sconfinare o essere insolvente per più di 90 giorni.

Sconfinando per più di 90 giorni sullo stesso istituto, in coincidenza con altre condizioni, la banca è costretta a segnalare a sistema una variazione di codice indicando in modo UFFICIALE che la posizione è sconfinata, lanciando un messaggio nel sistema che generalmente può creare dei problemi anche alle altre banche nella gestione dei rapporti.
A volte questa situazione è inevitabile, ma molto spesso, invece, può essere evitata con girofondi o con altri sistemi che possono interrompere la continuità dello sconfino per un periodo facendo ripartire la decorrenza del periodo temporale di 90 giorni; rimane fermo il fatto che anche se inferiore a 90 giorni, uno sconfino che si protrae per più di 30 giorni va sicuramente a penalizzare l’andamentale dell’istituto interessato.

2. Evita sconfini continuativi.

Si creano problemi sull’andamentale delle singole banche penalizzando il rating.
Più il rating è basso, più ti costa il denaro.

3. Scegli dove sconfinare.

Restando il fatto che uno sconfino, cioè un utilizzo superiore all’accordato, rimane comunque un evento da evitare il più possibile, se proprio diventa inevitabile è meglio “guidarlo” verso l’istituto dove è più opportuno per varie condizioni, e su linee di credito possibilmente a revoca piuttosto che su linee di credito a scadenza.
E’ sempre da preferire uno sconfino su una linea di elasticità di cassa piuttosto che su una linea a medio lungo o comunque dove sia presente un piano di ammortamento o dei pagamenti concordati; per esempio è opportuno pilotare uno sconfino su una banca dove ho appena rinnovato i fidi piuttosto che su una banca dove i fidi saranno rinnovati fra tre mesi perché si è in prossimità di un’istruttoria.

4. Utilizza le disponibilità esistenti.

Molto spesso si sconfina solo ed esclusivamente perché non si tiene conto che ci sono altre banche che hanno disponibilità e perché non si ha una corretta gestione della tesoreria.
Se non è bello per una banca vedere dei girofondi da un istituto all’altro è pur vero che è ancora meno bello per te subire una segnalazione di sconfino; il messaggio in poche parole è “utilizziamo a pieno le disponibilità aziendali per evitare sconfini su tutto il sistema”.

5. Alternare su diversi istituti.

Come detto, uno sconfino, anche inferiore ai 90 giorni, se non pregiudica l’intero sistema crea comunque un problema sull’andamentale della banca per cui è preferibile sconfinare alternando gli istituti (ovviamente stando sempre ben attenti a non esagerare nelle percentuali di sconfino rispetto all’accordato e per periodi inferiori ai 30 giorni) evitando di pregiudicare un rapporto bancario tempestando un’unica banca di eventi negativi.

 

6. Rinegozia in modo tempestivo, richiedendo un aumento pari alla media degli sconfini dell’ultimo anno.

Se i fidi sono a scadenza è buona regola muoversi per tempo (oggi come oggi almeno tre mesi prima soprattutto se di mezzo ci sono enti di garanzia) onde evitare che si arrivi a ridosso della scadenza senza riuscire a perfezionare il rinnovo in tempo, situazione che andrebbe a creare problemi di sconfini anche pesanti nel caso di mancata segnalazione dell’accordato.
Se in più si ha la chiara percezione che i fidi accordati siano insufficienti meglio già procedere con una richiesta ben motivata di aumento fidi.

7. Distribuisci gli anticipi.

Meglio distribuire gli anticipi su tutti gli istituti di credito invece che prediligerne uno solo. Un utilizzo al 100% di una linea di credito addirittura rischiando di sconfinare avendo gli altri istituti scarichi di foglio o poco utilizzati aumenta la possibilità che con quell’istituto si verifichino potenziali situazioni che possano complicare il rapporto, oltre al fatto che da un punto di vista commerciale se un istituto vede un equilibrio nella presentazione di foglio ti riterrà sicuramente un cliente più appetibile.
Se il problema sono le condizioni che un istituto ti riserva, non dimentichiamoci che un istituto che applica buone condizione può passare in un attimo dal meno caro al più caro se si verificano sconfini ai quali vengono applicate le commissioni CVS.

8. Muoviti in anticipo!

Se ti trovi, ad esempio, con uno sconfino a sistema che sei sicuro di non riuscire ad onorare – perché magari hai ricevuto un insoluto importante da un cliente o a causa di altri imprevisti aziendali – è meglio prendere l’iniziativa prima che la situazione degeneri, e chiedere un rientro rateale che permetta di rientrare e che allo stesso tempo “legalizzi” lo sconfino non facendolo più vedere come un problema.
Questo è un esempio ma il messaggio è di prendere in mano per tempo le situazioni senza aspettare i tempi poco tempestivi degli istituti.

9. Prevenire è meglio che curare.

Una regola generale da tener sempre a mente: ricordiamoci che la banca non è dentro la vita aziendale perciò, per esempio, non può sapere se hai acquisito un cliente importante che magari ti paga a 120 giorni e che quindi ci può essere la necessità di ulteriori fidi.
Con questo ribadisco l’importanza della pianificazione e anche della comunicazione con la banca.

10. I dati rimangono!!!

I dati rimangono nel sistema per almeno 36 mesi.
E’ buona regola per un’azienda riuscire sempre a motivare e spiegare una fase delicata che ha creato delle inefficienze in modo da dare già la risposta alla banca che non deve farsi dei film negativi in testa perché ha già le risposte: le cose sconosciute sono percepite sempre più negative di quel che sono quindi il saperle spiegare prima ancora di subire la domanda evita che le persone si facciano idee strane e si parta con il piede sbagliato

La centrale rischi la puoi richiedere direttamente alla Banca d’Italia, ma è più consigliato affidarsi a chi è in grado di leggerla, riclassificarla e tenerla monitorata.

Nel team di Agevola Imprese abbiamo il cintura nera della centrali rischi, Moreno Guarato, che tra le altre cose ha stilato le regole che hai appena letto.
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